Amministratori, senza identità non c’è dignità di Glauco Bisso

Se non si viene pagati non c’è né identità né dignità. Gli amministratori non sopportano più di non essere ascoltati. E se dei loro interessi non importa a nessuno, scoprono nuovi modi di rilevare la loro posizione sociale che li pone al centro delle relazioni.
Questo il “flame “ provocato dalla lettura di questo articolo : «Lavori e superbonus, il compenso extra per l’amministratore non è fiscalmente detraibile» di Rosario Dolce pubblicato sul Quotidiano del Sole 24 ore Condominio.

Le testimonianze
«Ennesima dimostrazione che la figura dell’amministratore è sempre considerata poco o nulla tanto è già pagato……, nonostante senza l’amministratore non si vada da nessuna parte, tutti lo cercano, lo Stato lo trova sempre per attribuire nuove responsabilità ma vedere riconosciuto il giusto compenso non è per nulla scontato» è lo sfogo di Antonio S. di Genova.

Solo costi, nessun riconoscimento
Si, ma perché questo avviene ? Perché, anche se le associazioni di categoria sono dotate di notevole organizzazione e grandi risorse finanziarie grazie alla raccolta delle sponsorizzazioni e ai contributi degli iscritti – basti pensare che l’iscrizione agli ordini costa dai 150 ai 200 euro all’anno e invece molto di più quanto investito nelle quote associative – eppure nessuna riesce a trasmettere gli interessi legittimi di chi fa l’amministratore di condominio in Parlamento.

C’é da chiedersi, perché, senza polemica ma cercando di capire, questo continua ad avvenire.Una possibile risposta: il limite é nella definizione degli interessi rappresentati e nell’impostazione “corporativa”: non si può pretendere di essere ascoltati se si rappresentano poche migliaia di persone. Diverso se l’interesse rappresentato fosse coincidente, per qualità e quantità delle proposte, con quello di chi abita nelle case.

Necessità di un approccio diverso
Non come proprietario o inquilino o ospite ma come persona. Cambiare l’approccio “politico”, nel senso alto del termine, come scienza di non far litigare le persone e guidarle verso fini percepiti come utili per tutti, cambierebbe completamente il significato degli interessi rappresentati. Ma questo significa che le associazioni di categoria, come le conosciamo, dovrebbero cambiare completamente perchè espressione di questo diverso punto di vista.

Insomma per “contare” occorre essere diversi da come si é. E poi esprimere tramite la rappresentanza politica, nuovi obiettivi. Ma all’amministratore di condominio interesserà sempre risolvere il suo problema, qui ed ora e di questa diversa “visione” non importerà nulla.

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