No alle cause condominiali per inezie: il vantaggio di un euro non legittima l’impugnazione del rendiconto

LaCorte di appello di Roma, con sentenza 3363/2021 pubblicata il 05 maggio 2021 enuncia due principi fondamentali in tema di impugnazione delle delibere assembleari, che riguardano alcuni aspetti di rilievo soggettivo. Secondo il requisito soggettivo, l’impugnazione della delibera assembleare, per motivi di legittimità, può essere disposta soltanto dal condòmino nei confronti del quale è stata perpetrata la violazione normativa. Per cui, in caso di errata convocazione nei confronti di taluno degli “aventi diritto”, l’unico che ne può lamentare il vizio è colui il quale ne ha subìto direttamente le conseguenze. In altri termini, i condòmini, laddove regolarmente convocati, non possono dolersi che alcuno di essi non lo sia stato altrettanto.

L’interesse ad agire
Nel qual caso viene richiamato un principio espresso dalla Cassazione, secondo cui «il condomino regolarmente convocato non può impugnare la delibera per difetto di convocazione di altro condomino, in quanto l’interesse a far valere un vizio che renda annullabile una deliberazione dell’assemblea, non può ridursi al mero interesse alla rimozione dell’atto, ovvero ad un’astratta pretesa di sua assoluta conformità al modello legale, ma deve essere espressione di una sua posizione qualificata, diretta ad eliminare la situazione di obiettiva incertezza che quella delibera genera quanto all’esistenza dei diritti e degli obblighi da essa derivanti» (Cassazione 10071/2020).

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