Il condominio ed il suo prossimo futuro

Quale strano destino aspetta il condominio e i suoi abitanti. Un futuro denso di insidie, senza capi espiatori. Fatto sta che chi si è approcciato, in questi mesi, alla materia condominiale ha avuto la sensazione di essersi, alla fine, più confuso che chiarito.

La mole di provvedimenti abbattutesi, seppur indirettamente, ha peggiorato la dimensione fattuale e giuridica del “condominio”, relegandolo all’oblio di un nomade in cerca di “casa”. Abili mercanti e agili mecenati sono intervenuti, adoprandosi senza richiesta. Hanno svelato, nei modi e tempi che li contraddistinguono, i misteri più fitti della materia, ricorrendo alle tesi più stravaganti.

Il titolo di ogni intervento: la verità tratta secondo la capienza del proprio taschino. Indomiti sapienti hanno diffuso opinioni sempre più sgargianti e vivaci, per risultare pure piacevoli e divertenti. Il verbo si è dato una linfa e si è poi affievolito. L’avarizia del non senso, eppure bilanciata dall’agonia dell’essere presente a tutti i costi. Veleni e antidoti al contempo, si sono susseguiti rincorrendosi freneticamente: l’uno in cerca dell’altro e viceversa. La realtà s’è capovolta, apparendo, più che trasfigurata, finta.

Allora lo sguardo dei più si è perso, infrangendosi nell’orizzonte. Quella linea di demarcazione labile tra il mare e il cielo. Lì, dove termina lo sguardo. A noi, ebbene, cosa rimane… Bah. Chi studia il “condominio” ha in sé l’atroce dubbio, di non riuscire mai a chiudere il cerchio. Un mix di emozioni e sentimenti che contrasta con la visione di chi inquadra il mondo condominiale come un asset economico in cui investire.

Il “condominio”, a tutt’oggi, sembra la trama di un film che osteggia il suo protagonista, relegandolo a comparsa. Un festival di ipotesi e congetture fiscali e tecniche legate ai super eroi. Una vetrina riservata a chi non vuole acquistare “crediti”, ma cederli. Un abbaglio per i viandanti in cerca di strada o di bonus. Il condominio appare un non senso, avaro di significati e ricco di poeti senza strofe. Alchimie contabili e asseverazioni tecniche. Ma anche in questo il condominio offre una direzione da seguire, lasciando una scia, un solco carico di significati. La speranza, allora, sta nella «Politica» e nelle politiche che si aspettano in divenire. La speranza, d’altronde, è sempre l’ultima a morire…Il condominio sopravviverà, almeno di questo siamo certi. Noi, giuristi, speriamo, pure.
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