Le teleassemblee si convocano a maggioranza. Ma la strada è in salita anche dopo il sì del Parlamento

La Camera ha approvato ieri sera, in via definitiva, il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, con le misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta Covid, nonché per l’attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020 (già approvato dal Senato).

La modifica
L’articolo 5-bis, introdotto nel corso dell’esame da parte del Senato, modificando l’articolo 66, sesto comma, delle disposizioni di attuazione del codice civile, come anticipato dal Sole 24 Ore il 12 novembre scorso , è intervenuto sul quorum necessario per consentire la partecipazione alle assemblee condominiali in modalità di videoconferenza, stabilendo che a tal fine non è più richiesta l’unanimità dei condòmini (come precedentemente previsto dalla modifica introdotta con il comma 1-bis dell’articolo 63 del decreto legge 104 del 2020 convertito nella legge n. 126 del 2020).

È sufficiente ora il consenso della maggioranza dei condòmini; la disposizione è quindi finalizzata a semplificare e a rendere possibile, specialmente nel periodo emergenziale, losvolgimento delle assemblee condominiali e conseguentemente a favorire l’adozione di delibere condominiali che possano dare il via a lavori edilizi spesso bloccati per le difficoltà che gli amministratori hanno incontrato nell’emergenza COVID nel convocare le assemblee. Ed entrerà in vigore a breve, con la pubblicazione della legge di conversione sulla Gazzetta ufficiale.

Le ricadute
Tutto questo dovrebbe avere forti ricadute sull’economia del Paese.Tale norma, pur introdotta in ragione dell’emergenza – così chiosa la relazione di presentazione del provvedimento – ha carattere di stabilità, non essendo previsto un termine di efficacia per la sua applicazione, e quindi potrà rappresentare uno strumento utile anche per il futuro consentendo di limitare l’utilizzo di deleghe da parte di quei proprietari che per varie ragioni non hanno la possibilità di raggiungere la location fisica in cui si svolge un’assemblea condominiale. Soprattutto se verrà considerato un rafforzativo per reaalizzare le assemblee “miste”, con presenza ridottissima di alcuni e uttti gli altri condòmini online, come già illustrato dal Sole 24 Ore il 9 novembre scorso .

Il regolamento
Rimane ferma la possibilità di approvare in sede assembleare, a norma dell’articolo 1138 codice civile, anche il regolamento per la teleassemblea : in modo da evitare, di volta in volta, di dover acquisire il consenso della “maggioranza dei condòmini” per consentirne la partecipazione in videoconferenza.A questo punto, si può ben dire, anche il Condominio degli edifici e, in particolare, il suo organo collegiale, si è definitivamente aperto alla tecnologia, come mezzo per efficientare il funzionamento e le decisioni.

L’opposizione di Confedilizia
Nettamente contraria Confedilizia: «Con tale disposizione si legge nel comunicato – si cancella in un colpo solo uno dei principii cardine dell’intera disciplina condominiale: la possibilità, per tutti gli aventi diritto, di partecipare all’assemblea per fornire, ciascuno, il proprio contributo alla discussione e alla votazione. E poiché non necessariamente la maggioranza dei condòmini è espressione della maggioranza dei valori millesimali dell’edificio, si avrà l’ulteriore, assurda conseguenza che un gruppo di condòmini numeroso, ma rappresentativo complessivamente di pochi millesimi, potrà vincolare l’intera compagine condominiale».

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