Una vicenda ereditaria è alla base di una convalida di sfratto, giunta dinanzi le scure della Cassazione e risolta in modo altrettanto imprevedibile, con una sorpresa processuale (ordinanza 4665 del 22 febbraio 2021).
I fatti
Il caso da cui prende spunto la controversia è una ordinanza di convalida sfratto per morosità, chiesta e ottenuta da un erede contro un altro erede (si tratta di due germani), che disponeva dell’immobile in forza di un contratto di locazione posto in essere dal defunto.La figlia del conduttore, affermando di essere comproprietario pro indiviso dell’immobile, in forza di una disposizione testamentaria, formula una opposizione di terzo all’esecuzione, di cui all’articolo 404 Codice procedura civile.In realtà, le lamentele formulate erano più di rilievo formale che sostanziale.
Come si legge nel corpo del provvedimento in commento, l’opponente deduceva di aver acquistato la comproprietà dell’immobile in forza di disposizione testamentaria della propria ascendente, ancorché per effetto di una sentenza non definitiva, il predetto lascito risultava essere stato poi annullato. Sempre con un’altra sentenza non definitiva veniva disposta l’apertura della successione legittima e conseguente divisione ereditaria, attraverso il ricorso alla tecnica del sorteggio (da cui la titolarità dell’immobile andava in capo all’istante “locatore”).

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