Con il 2021 nasce l’avvocato dei diritti reali, condominio e locazione

Sono tante le branche del diritto, ognuna delle quali ha la sua dignità.
Una delle più sottovalutate e certamente quella del diritto condominiale.
Basti osservare che lo studio della materia rifugge dall’attenzione accademica. Sono pressoché inesistenti le “cattedre” sulla materia nei nostri atenei. I percorsi di studio previsti sono quasi tutti post lauream, funzionali all’indizione dei corsi di formazione per amministratori di cui al DM 140/2014.

Eppure, il settore immobiliare, ovvero quello dei diritti reale (e, per esso, del diritto condominiale e delle locazioni) ha finalmente riconosciuto un appellativo specializzante, almeno per la professione forense. Il nuovo regolamento varato dal Ministero della Giustizia riconosce all’avvocatura il diritto di chiedere che la materia sia approssimabile in una specializzazione per l’avvocato, demandando (articolo 5) ai Consigli degli Ordini la formazione e aggiornamento dell’elenco degli avvocati specialisti sulla base dei settori di riferimento.

Il Decreto del Ministero della Giustizia del 1° ottobre, n. 163 (in vigore dal 27 dicembre 2020), approvando il “Regolamento concernente modifiche al decreto del Ministro della giustizia 12 agosto 2015, n. 144, recante disposizioni per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista, ai sensi dell’articolo 9 della legge 31 dicembre 2012, n. 247”, ridefinisce i settori di specializzazione e le modalità di conseguimento del titolo di cui al D.M. 12 agosto 2015, n. 144.Intanto, viene abrogato l’articolo 2 del testo originario forense che inibiva, sotto la minaccia di una sanzione disciplinare, agli avvocati di spendere il titolo di specialista senza averlo conseguito.

All’avvocato viene consentita, di contro, la facoltà di conseguire il titolo di specialista in non più di due settori di specializzazione, suddivisi in macro aree giuridiche (quali: il diritto civile; diritto penale; diritto amministrativo; diritto del lavoro e della previdenza sociale; diritto tributario, doganale e della fiscalità internazionale; diritto internazionale; diritto dell’Unione europea; diritto dei trasporti e della navigazione; diritto della concorrenza; diritto dell’informazione, della comunicazione digitale e della protezione dei dati personali; diritto della persona, delle relazioni familiari e dei minorenni; tutela dei diritti umani e protezione internazionale; diritto dello sport).All’interno poi del diritto civile, sussistono gli indirizzi a cui fare riferimento, e, tra di essi, spicca – per quanto qui di rilievo -quello relativo ai. “diritti reali, condominio e locazioni”.

Risulta però stretta la correlazione fatta con l’ambito giuridico (civile) in sé. Chi esercita la professione forense, trattando la materia, avrà ben nota la circostanza per la quale il diritto condominiale risulta trasversale a tutte le branche del diritto. Vero è che il civile è la sua desinenza principale. Ma, con altrettanta evidenza, non si può nascondere che le questioni condominiali sovente sono affrontate in sede penale (si pensi al reato di appropriazione indebita dell’amministratore, sicurezza del lavoro, rumori oltre soglia, etc) in sede tributaria (si pensi alle cause per la TOSAP), in sede amministrativa (si pensi agli abusi edilizi).

Un’ultima breve annotazione, infine, va fatta sui termini e modi attraverso cui l’avvocato potrà conseguire il titolo di specialista.Il titolo, in particolare, potrà conseguirsi o al termine della partecipazione con profitto ad un corso di formazione indetto ad hoc, ovvero dando prova della “comprovata esperienza” nei settori e indirizzi di specializzazione richiesti, a norma degli articoli 8 e 11 del D.M. 144/2015.

La “comprovata esperienza”, in particolare, viene attestata dimostrando (articolo 8) sia un’anzianità di iscrizione all’albo degli avvocati ininterrotta e senza sospensioni di almeno 8 anni; sia l’esercizio di un’attività nel settore di riferimento (negli ultimi 5) svolta in modo assiduo, prevalente e continuativo (si chiede, in tal caso, la produzione di documentazione, giudiziale o stragiudiziale, comprovante che l’avvocato abbia trattato nel quinquennio incarichi professionali fiduciari rilevanti per quantità e qualità, almeno pari a 10 – e non più 15 – per anno).

Infine, un’ultima annotazione. Il primo appuntamento dell’avvocato “condominialista” (pardon, immobiliarista), almeno dal punto di vista istituzione e professionale, sarà con il nuovo “Giudice di Pace Onorario”, previsto dal 31 ottobre 2025, visto che il decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116 contenente la riforma della magistratura onoraria, conferisce a tale nuovo “decidente” la competenza generale in materia condominiale.

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